IT

Regno di Bali

Il regno di Bali fu una serie di regni indo-buddhisti che un tempo erano sovrani di alcune parti dell’isola vulcanica di Bali, nelle Piccole Isole della Sonda, in Indonesia. Questi regni dimostrarono una cultura sofisticata Balinese dove gli elementi nativi della venerazione degli antenati e degli spiriti fiorirono con le influenze indù, adottate dall’india attraverso il regno di Giava, dando così forma alla cultura balinese.

Regno di Bali
Dati amministrativi
Nome completo Bali Dwipa
Lingue ufficiali Kawi (arcaico), Balinese
Capitale
  • Bedulu (periodo Warmadewa)
  • Samprangan (periodo Majapahit)
  • Gelgel (periodo Gelgel)
  • Klungkung (periodo dei Nove Regni)
Altre capitali Wilwatikta
Politica
Forma di governo Monarchia
Raja, Arya, Dalem, Dewa Agung Sri Kesari Warmadewa (914 circa)

Udayana Warmadewa (tardo X secolo circa)
Anak Wungçu (primo XI secolo circa)
Jayapangus (circa 1180)
Arya Kenceng (circa 1343)
Dalem Baturenggong (metà del XVI secolo circa)
Dewa Agung Jambe II (1908 circa)

Nascita 914 con Sri Kesari Warmadewa
Causa creaazione del pilastro di Belanjong ad opera di Sri Kesari Warmadewa
Fine 1908 con Klungkung
Causa invasione olandese contro la reggenza di Klungkung
Territorio e popolazione
Economia
Valuta Monete d’argento native e monete kepeng cinesi
Evoluzione storica
Preceduto da Indonesia preistorica
Regno di Medang
Majapahit
Succeduto da Indie orientali olandesi
Ora parte di  Indonesia
Manuale

Data la sua prossimità e i suoi rapporti con la vicina isola di Java durante il periodo indo-buddhista in Indonesia, la storia del regno di Bali fu spesso influenzata dalla sua controparte javanese, da Medang nel IX secolo circa all’impero di Majapahit tra il XIII e il XV secolo. La cultura, la lingua, le arti e l’architettura dell’isola fu influenzata dai Java, la cui influenza e presenza crebbero in forza a seguito della caduta dei Majapahit nel tardo XV secolo, e dopo la caduta di quest’ultimo dominio ai suoi vassalli musulmani del Sultanato di Demak, un certo numero di cortigiani, nobili, sacerdoti e artigiani dei Majapahit si rifugiarono nell’isola di Bali, che, come risultato, divenne quello che lo storico Ramesh Chandra Majumdar descrive come l’ultima roccaforte della cultura e della civiltà indo-javanese. Il regno di Bali espanse la sua influenza alle isole vicine nei secoli successivi; per esempio, quello di Gelgel estese la sua influenza alla regione di Blambangan nella punta orientale di Java, isola vicina di Lombok, e nell’occidente dell’isola di Sumbawa, mentre Karangasem stabilì più tardi il suo dominio sul Lombok occidentale.

Fin dalla prima metà del XIX secolo, lo stato coloniale delle Indie orientali olandesi si coinvolse nel regno di Bali, lanciando campagne contro i regni minori di Bali uno per uno. Nei primi anni del XX secolo, gli olandesi avevano conquistato Bali, con i loro regni caduti sotto il loro controllo, sia con la forza (ad esempio il Puputan, un suicidio rituale di massa a seguito di una lotta) sia con la diplomazia. In ogni caso, sebbene alcune di queste case reali balinesi sopravvivano ancora oggi, questi eventi segnarono la fine di un millennio dei regni indipendenti del Bali, in quanto i loro governi mutarono prima in amministrazione coloniale olandese, e poi nel governo provinciale del Bali nella repubblica indonesiana.

. . . Regno di Bali . . .

Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia Warmadewa.

La regione di Bali era abitata dagli umani già dai tempi del Paleolitico (1’000’000 a.C. – 200’000 a.C.), come testimoniano gli utensili come asce a mano nei villaggi di Sembiran e Trunyan[1][2]. Tuttavia, dopo il periodo Mesolitico (200’000 a.C.-3000 a.C.), gli antenati degli attuali abitanti di Bali raggiunsero l’isola durante il periodo Neolitico (tra il 3000 e il 600 a.C.), caratterizzato dall’agricoltura e dalle lingue austronesiane, a cui seguì l’Età del Bronzo, che durò tra il 600 a.C. e l’800 d.C. circa.

Stupika contenente tavolette votive buddhiste, Bali dell’VIII secolo. La stupa a forma di campana è simile all’arte buddhista del Giava centrale.

Il periodo storico di Bali vero e proprio iniziò nell’VIII secolo circa, con la scoperta delle tavolette votive buddhiste in argilla, trovate in piccole figurine stupa in argille chiamate “stupika“, le prime iscrizioni scritte note a Bali e datate proprio nell’VIII secolo d.C.[1]. Queste stupika sono state trovate nella reggenza di Gianyar, nei villaggi di Pejeng, Tatiapi e Blahbatuh[1]. Gli supika a forma di campana assomigliano agli stupa dell’VIII secolo nell’arte buddhista javanese centrale trovata a Borobudur e altri templi buddhisti datati in quel periodo, il che indica un collegamento tra i Sailendra e i pellegrini buddhisti o abitanti della prima storia di Bali.

Nei primi anni del X secolo, Sri Kesari Warmadewa creò l’iscrizione sul pilastro di Belanjong, trovata vicino alla stricia meridionale della costa di Sanur, e l’iscrizione scritta più antica creata da un sovrano trovata a Bali. Secondo il calendario indiano Saka, il pilastro è datato nel 836 saka (914 d.C. circa)[3]. Secondo l’iscrizione, Sri Kesari fu un re buddhista della dinastia Sailendra che guidò una spedizione militare[4] per stabilire un governo fedele alla dinastia Mahayana nel Bali[5]. Altre due iscrizioni da Kesari sono note nel Bali interno, il che suggerisce conflitti nelle montagne interne dell’isola. Sri Kesari è considerato fondatore della dinastia Warmadewa, e il primo sovrano del regno di Bali, che prosperò per molte generazioni prima dell’espansione di Java.

Sembra che il centro della prima corte di Bali si trovasse prima nell’attuale Denpasar, nell’est di Sanur, e più il centro politico, religioso e culturale si mosse verso nord, tra le pianure del sud nell’attuale reggenza di Gianyar, e più di preciso nel vecchio centro reale di Bedulu, vicino a Goa Gajah e Gianyar. In quello stesso periodo fu creato un complesso in pietra con un tempio e un bagno a Goa Gahah, vicino a Ubud a Gianyar, che mostra una combinazione tra l’iconografia buddhista e quella scivaista indù. Diverse incisioni di stupa, stupiche (piccoli stupa) e immagini di Boddhisattva suggeriscono che la dinastia di Warmadewa era patrona del buddismo Mahayana. Tuttavia, anche l’induismo era praticato a Bali durante quesl periodo.

. . . Regno di Bali . . .

Questo articolo è tratto dal sito web Wikipedia. L’articolo originale potrebbe essere leggermente accorciato o modificato. Alcuni link potrebbero essere stati modificati. Il testo è concesso in licenza sotto “Creative Commons – Attribution – Sharealike” [1] e parte del testo può anche essere concesso in licenza secondo i termini della “GNU Free Documentation License” [2]. Termini aggiuntivi possono essere applicati per i file multimediali. Utilizzando questo sito, accetti le nostre pagine legali . Collegamenti web: [1] [2]

. . . Regno di Bali . . .

Back To Top