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Senofonte

Senofonte, figlio di Grillo del demo di Erchia (in greco antico: Ξενοφῶν, Xenophṑn; Atene, 430/425 a.C. circa – Corinto, 355 a.C. circa), è stato uno storico e mercenarioateniese.[1]

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Busto di Senofonte in marmo bianco conservato alla Bibliotheca Alexandrina

Fu scrittore poligrafo e del quale ci sono pervenute tutte le opere complete, una circostanza che ha fatto di lui una delle fonti maggiori per la conoscenza dei suoi tempi. In particolare da lui, oltre che da Platone, provengono molte notizie riguardanti la vita e i detti di Socrate, del quale fu alunno[2]. È stato soprannominato dalla Suda “l’ape attica”, per la semplicità e la chiarezza della sua prosa.

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Proveniva dal demo di Erchia, figlio di Grillo, un personaggio del quale nulla si può dire al di là di certe indirette supposizioni che lo farebbero rappresentante di una famiglia agiata, appartenente forse all’ordine dei cavalieri. Ciò appare probabile sia in virtù della dimestichezza di Senofonte con l’arte equestre, sia dalla militanza di questi, e dei suoi figli, nella cavalleria ateniese. L’agiatezza delle origini è comunque provata dalla buona educazione ricevuta, che lo vide allievo dei sofistiProdico e Isocrate. In gioventù, poco più che ventenne, entrò anche in contatto con Socrate, di cui fu discepolo per almeno tre anni, un’esperienza che si rivelò determinante per la sua educazione. La sua Apologia di Socrate si discosta per certi versi da quella di Platone; questo ha dato luogo a molti dibattiti sulla figura storica di Socrate.

Lo stesso argomento in dettaglio: Trenta tiranni.

Senofonte militò nei cavalieri, che influirono sulle sue scelte politiche conservatrici e filo-spartane: appoggiò sicuramente il regime dei Trenta tiranni (così come, in precedenza, aveva appoggiato la Boulé dei Quattrocento, della quale anche Tucidide era stato membro). Lo storico Luciano Canfora, su una stringente ricostruzione filologica delle fonti, ipotizza che fosse uno dei due ipparchi al servizio dei Trenta; pensa inoltre che, quando Trasibulo restaurò la democrazia, Senofonte abbia seguito gli oligarchi anche nel loro esilio aEleusi, lasciando poi Atene quando essi furono massacrati (401 a.C.). Questo fatto, secondo lo storico, sarebbe testimoniato dalla mancanza di notizie riguardanti il periodo tra il 403 e il 401, che infatti non figura nelle Elleniche.[4]

Nella primavera del 401, infatti, Senofonte si trova in Asia Minore, prima a Efeso e poi a Sardi, invitatovi dal tebanoProsseno, a cui era legato da antichi vincoli di ospitalità.

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