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Mercenari svizzeri

I mercenari svizzeri erano delle truppe di fanteriaelvetichemercenarie che militavano per compenso a favore di signori e potentati stranieri.

Mercenari svizzeri

Apparvero nel medioevo e operarono, in maniera più o meno organizzata, sino al XVI secolo, quando con l’avvento degli stati nazionali, il loro utilizzo cominciò a ridursi a favore delle forze armate regolari.

La loro opera cambiò il modo di combattere; le loro formazioni, all’inizio semplici e primitive, poi evolutesi nel quadrato-falange, rivoluzionarono le tecniche belliche e, insieme con le armi da fuoco, segnarono la disfatta del cavaliere e della cavalleria medievale come arma definitiva.

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Lo stesso argomento in dettaglio: Patto eterno confederale.
Patto eterno confederale

Le popolazioni svizzere, al contrario della maggior parte dell’Europa, non avevano mai delegato la difesa del proprio paese a forze esterne (come la cavalleria feudale o i combattenti stranieri). A partire dal patto eterno confederale, 1º agosto 1291, intesero sempre il combattimento come qualcosa di collettivo che impegnava l’intera comunità e sperimentarono al contempo la solidarietà nazionale di fronte allo straniero.

Col predetto patto federale gli abitanti di Uri, Svitto e di Untervaldo, i cosiddetti Waldstätten o paesi forestali, si unirono nella lotta contro gli Asburgo, ponendo le basi di quella che sarebbe stata la Confederazione svizzera come oggi la conosciamo (il 1º agosto è la festa nazionale svizzera a memoria del patto confederale).

Picchieri svizzeri nella battaglia di Morgarten

Il motivo per cui il mercenariato si sviluppò soprattutto nei cantoni elvetici di montagna è da ricercarsi nella loro grande povertà. L’unica risorsa disponibile, oltre la scarna agricoltura, era costituita dall’emigrazione e questa, sostanzialmente, voleva dire prestazione all’estero di servizio militare dietro pagamento di una mercede[1].

Questa emigrazione era, peraltro, favorita dalla tipologia di attività economiche praticate a causa della conformazione orografica della maggior parte dei cantoni di provenienza. Il territorio montuoso consentiva soltanto l’allevamento e la pastorizia dove la presenza diretta del pastore o dell’allevatore poteva essere più facilmente gestita che nell’agricoltura vera e propria e dove gli stessi potevano essere sostituiti da donne, ragazzi e vecchi ma anche dalla solidarietà vicinale.

In questo scenario socio-economico “in fondo lasciare vedove e orfani non era una gran tragedia”[2].

Il mercenariato svizzero si era già manifestato nel XIII e XIV secolo, nella guerra dei cent’anni (13371453) mettendosi in luce per il coraggio e la ferocia che uniti all’impeto degli attacchi gli donò rinomanza internazionale.

La lunga serie di vittorie dei Cantoni svizzeri (in particolare alla Battaglia di Morgarten e a Morat) diedero fama continentale alle truppe elvetiche che cominciarono a essere richieste dalle altre potenze.

Fu nel XV e XVI secolo che il fenomeno assunse dimensioni talmente notevoli che i Cantoni ne assunsero il controllo. Spettò così a questi autorizzare l’arruolamento di questo particolare tipo di emigranti, la cui base sociale era formata prevalentemente da montanari ma anche da appartenenti alle nobiltà locali, facendo da intermediari con le loro comunità.

I Cantoni ricevevano per questo un compenso, ma, cosa ben più importante, acquisirono una visibilità e valenza diplomatica che si tramutò presto in potere effettivo. In quest’ottica si possono leggere gli accordi, oggi diremmo di assistenza militare, del 1474 con Luigi XI di Francia e con altri potentati.

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