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Assedio di Damasco

L’assedio di Damasco ebbe luogo per soli quattro giorni, dal 23 al 27 luglio 1148, nel corso della seconda crociata.

Assedio di Damasco
parte della seconda crociata

I crociati destinati a Edessa, visibile sulla destra di questa mappa (c. 1140), furono deviati dal re di GerusalemmeBaldovino III verso Damasco

Data 23 – 28 luglio 1148
Luogo Damasco
Esito Decisiva sconfitta dei musulmani
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
50.000 Ignoti
Perdite
Ignoti Ignoti
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. . . Assedio di Damasco . . .

Luigi VII di Francia e Corrado III di Svevia, s’imbarcarono per una nuova crociata dopo la caduta della Contea di Edessa, affrontando entrambi disastrose marce lungo l’Anatolia nel 1147 e il 1148. La maggior parte dei loro eserciti perì; Luigi abbandonò le sue truppe e viaggiò per mare per raggiungere Antiochia, dove lo zio di sua moglie Eleonora d’Aquitania, Raimondo d’Antiochia, era principe. Raimondo lo attese per offrirgli aiuto militare contro i turchi Selgiuchidi che minacciavano il Principato, ma Luigi rifiutò e si precipitò a Gerusalemme. Corrado, colpito da malattia, era dapprima ancora tornato a Costantinopoli per arrivare tuttavia a Gerusalemme poche settimane più tardi, nell’aprile del 1148.

Lo stesso argomento in dettaglio: Concilio di Acri.
Concilio di Acri (1148).
Guglielmo di Tiro, Historia
Miniatura del XV secolo.

L’obiettivo fondamentale della crociata fu Edessa, ma a Gerusalemme re Baldovino III e i Cavalieri Templari miravano a Damasco. L’Alta corte si riunì a San Giovanni d’Acri il 24 giugno, con alti esponenti di Francia, Germania, al cospetto del Re di Gerusalemme: la più ampia assemblea di nobili nella storia di Gerusalemme. Sia Luigi, sia Corrado erano persuasi della necessità di attaccare Damasco, sebbene molti dei nobili di Gerusalemme considerassero folle un tale piano, visto che la dinastia buride di Damasco, per quanto musulmana, era alleata coi Crociati e fortemente intenzionata a impedire il pericolo rappresentato dalla dinastia zengide.

Zengi aveva già assediato Damasco nel 1140, e Muʿīn al-Dīn Unur (Önör), un turco mamelucco che agiva in veste di vizir del giovane Mujīr al-Dīn Abaq, aveva negoziato un’alleanza con Gerusalemme attraverso i buoni uffici del noto storico e cronista Usama ibn Munqidh. Corrado, Luigi e Baldovino tuttavia insistettero sostenendo il loro punto di vista: Damasco era una città santa per la cristianità, come Gerusalemme e Antiochia, e la sua conquista avrebbe rappresentato un importantissimo punto a favore dei Crociati agli occhi dei cristiani europei. Nel luglio i loro eserciti si radunarono quindi a Tiberiade e marciarono alla volta di Damasco, aggirando il mar di Galilea passando per Banyas. I soldati erano in tutto circa 50.000.

Re Baldovino III era bloccato in una disputa familiare con sua madre, la regina Melisenda, a proposito del territorio di Nablus e sarebbe quindi stato riluttante a condurre una campagna militare più a nord. Ciò ebbe un’eco dal generale consenso espresso dalla nobiltà gerosolimitana, che desiderava liberarsi della minaccia della crescente influenza zengide a Damasco.
Se la città siriana fosse caduta (cosa che accadde in effetti nel 1154) la rilevanza strategica di Damasco avrebbe consentito di condurre una campagna militare musulmana che avrebbe potuto colpire al cuore Gerusalemme.
Il trattato bizantino-antiocheno del 1137, che ribadiva i diritti legittimi dell’Imperatore bizantino di recuperare le terre conquistate dagli eserciti crociati, avrebbe anche convinto molti a non condurre azioni militari a settentrione delle aree crociate. Malgrado ciò, un attacco contro un territorio ancora neutrale (Damasco), a esclusivo beneficio di Gerusalemme, avrebbe compromesso la sicurezza degli Stati crociati settentrionali (Edessa e Tripoli), e in particolare avrebbe rafforzato la dinastia zengide nelle aree intorno ad Aleppo e, dal 1144, intorno a Edessa. La stessa Antiochia, più vicina a Gerusalemme che a Damasco, sarebbe automaticamente diventata più vulnerabile.

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